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Purezza del diamante

CLARITY, la purezza: il fattore più sopravvalutato

Quando si parla di purezza, se non si è informati, è facile pensare che si tratti della caratteristica più importante per un diamante. Per chi regala un anello di fidanzamento, espressione del proprio sentimento d'amore, pensare che il diamante montato non sia "puro" può risultare inaccettabile. In realtà invece basta comprendere di cosa si sta parlando  per capire che con il termine "purezza" si definiscono caratteristiche che non influenzano quasi mai la bellezza della pietra.

Che cos'è la purezza

La purezza è un indicatore  che definisce la quantità delle inclusioni o delle caratteristiche esterne  presenti nel diamante.

Dopo il carato, è l’elemento che più incide sul prezzo poiché i diamanti privi di inclusioni sono molto rari.

Tuttavia è il fattore più sopravvalutato nella scelta dei diamanti per solitari, infatti la maggior parte delle impurità di un diamante non è visibile ad occhio nudo, ma solo con appositi strumenti ottici. Ogni cristallo, così come ogni individuo, può essere considerato unico anche grazie alle sue imperfezioni. Le piccole inclusioni che non influiscono sulla bellezza del diamante alla vista, possono anzi contribuire a renderlo speciale.

Tipologie di imperfezioni

Le impurità che si possono trovare in un diamante sono distinguibili in due grandi categorie:

Inclusioni - caratteristiche interne generate durante il naturale processo di cristallizzazione nel quale è comune la formazione di tracce di carbonio o di cristalli di vario tipo. Pertanto i diamanti privi di inclusioni sono molto rari e chiaramente più costosi.

caratteristiche esterne - difetti esterni presenti sulla superficie della pietra di vario tipo (ad esempio graffi,  abrasioni, faccette supplementari etc.)

Come viene stabilito il grado di purezza

Per analizzare i difetti di un diamante è necessario ingrandirlo tramite appositi strumenti ottici (quali il microscopio o una lente professionale a 10 ingrandimenti). Le caratteristiche delle impurità prese in considerazione sono, in ordine di importanza:

Dimensioni: la prima cosa per stabilire il grado di purezza è la dimensione delle inclusioni. Più grande e più appariscente sarà l'inclusione, più basso sarà il grado di purezza.

Quantità: anche il numero delle inclusioni più evidenti aiuta a definire il grado. Minore il numero delle inclusioni più alto sarà il grado di purezza.
Tipologia: non tutte le inclusioni del diamante hanno la stessa natura, alcune influenzano di più il giudizio rispetto ad altre..
Colore e riflessi: in sostanza si valuta quanto è facilmente visibile un'inclusione, se viene riflessa molte volte e se ha un colore in forte contrasto rispetto al colore del diamante.
Posizione: una inclusione situata in posizione centrale rispetto la pietra è più facilmente individuabile rispetto ad un inclusione periferica, questo influenza negativamente il giudizio di purezza.

La classificazione

La valutazione della clarity viene fatta nei laboratori gemmologici, da esperti analisti preparati per identificare le inclusioni. Come standard i gemmologi utilizzano sempre un ingrandimento a 10x sia esso con lente o microscopio. Per assegnare il grado di purezza del diamante è stata creata una scala di valutazione internazionale con i seguenti valori:

FL - diamante che non presenta alcun difetto interno od esterno
IF - nessuna inclusione ma lievi difetti esterni.
VVS1 - VVS2 - inclusioni piccolissime e molto difficilmente visibili.
VS1 - VS2 - piccole inclusioni  difficilmente visibili anche per un occhio allenato.
SI1-SI2 - inclusioni facilmente visibili a 10 ingrandimenti, alcune di esse possono essere visibili a occhio nudo.
I-1, I-2, I-3 - inclusioni o imperfezioni visibili senza ingrandimenti che diminuiscono la brillantezza e possono compromettere la struttura del diamante  rendendolo più fragile.

Quanto è importante

Solo un esperto, che usa una lente a dieci ingrandimenti, è in grado di percepire in modo nitido le imperfezioni. Per una persona comune, anche dotata di la lente, le inclusioni cominciano ad essere visibili in genere solo a partire dal penultimo grado di purezza.

In genere i diamanti FL e IF vengono presi in considerazione solo per comprare un diamante da investimento: è possibile anche scegliere un diamante  SI per ottenere un ottimo solitario.

Solamente negli ultimi gradi le inclusioni sono così evidenti da disturbare la bellezza della pietra.

Per l’acquisto di un diamante destinato ad anello di fidanzamento è importante focalizzarsi su caratteristiche che siano evidenti, come le dimensioni e la lucentezza, mentre i difetti invisibili ad occhio nudo sono ovviamente irrilevanti. D’altronde nessuno, neanche un gioielliere o un gemmologo, senza l’aiuto di una lente sarà mai in grado di stabilire il grado di purezza di un diamante indossato.

Come valutare la purezza di un diamante?

La maggior parte dei Certificati gemmologici che in genere accompagna i diamanti, include un disegno con una rappresentazione grafica dei difetti principali del  diamante, mentre quelli meno rilevanti sono riportati nei commenti, tuttavia questa illustrazione non dà affatto un’idea fedele dell’aspetto reale del diamante che è influenzato da tutte le variabili in gioco. Ma per giudicare concretamente l’effetto di questi fattori, è necessario valutare il diamante personalmente.

In genere nei negozi non si ha la possibilità di paragonare la purezza delle diverse pietre osservate sotto la lente del microscopio, con la conseguenza di non conoscere realmente quello che si sta comprando.

Diamitaly offre ai clienti la possibilità di osservare i diamanti tramite microscopio e lenti specifiche per constatare l’influenza delle imperfezioni sull’aspetto del cristallo: durante la consulenza gratuita è infatti possibile confrontare più gemme grazie ad un ampio assortimento, in modo da poter scegliere in modo intelligente il grado di purezza adatto alla pietra che caratterizzerà il proprio regalo di fidanzamento.

E’ possibile fissare un appuntamento gratuito con Diamitaly
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